Fotografie di Mara Scampoli

Editing video Alessia Disarò

La multivisione presentata è il prodotto finale di uno dei laboratori di inchiesta sociale proposti da Lies nell'ambito del Progetto “L’infinito viaggiare. Storie, letture e racconti della società del migrare”, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando Culturalmente 2015.Al laboratorio, condotto dall'Aprile al Dicembre 2016, hanno partecipato soggetti diversi, cittadini, operatori dell'accoglienza e residenti di Casa a Colori, uno strumento innovativo di Social Housing temporaneo nel Veneto, che integra il turismo sociale con l'accoglienza temporanea di persone in situazione di disagio abitativo e a rischio di esclusione sociale. Con l'intento di indagare i luoghi e le modalità di accoglienza nella città, il gruppo di lavoro ha scelto lo strumento dell'autonarrazione, utilizzando interviste autosomministrate ed una documentazione fotografica. Ne è derivato un percorso di esperenziale, ove i partecipanti si sono messi in gioco nel cercare attivamente contesti ed occasioni che la città ed il territorio offrono quali potenziali motori di inclusione. Dietro la "leggerezza" del racconto fotografico di alcuni momenti salienti di vita del gruppo, emergono le difficoltà incontrate dalle persone migranti nel loro percorso di integrazione, alle prese con le criticità delle istituzioni e del sistema sociale nell'individuare risposte ai bisogni emergenti nella popolazione ed ai suoi cambiamenti. Lungi dal voler semplificare la complessità dell'argomento nella sua dimensione sociale e politica, l'intenzione è quella di effettuare una rottura della narrazione stereotipata sulla migrazione, lasciando emergere gli affetti, i desideri, le speranze, la creatività che appartengono alla dimensione individuale di ognuno, ma che proprio in questo rimandano ad dimensione umana in cui tutti possono riconoscersi. In tal senso il rimando è alla necessità di favorire sul territorio un contesto sociale e relazionale che consenta la creazione di legami, attraverso i quali è possibile dotare di senso l'esperienza di incontro con l'altro, e de-costruire i luoghi comuni sull'immigrazione, basati sulla generalizzazione e la depersonalizzazione degli individui.